Pasqua a Lourdes con gli ammalati, dal 16 al 23 aprile 2019 – Centro Volontari della Sofferenza di Montichiari.

 

 

Insieme a tante persone provenienti da tutto il mondo... E poi cosa dire dei pellegrini e degli ammalati, nei cui occhi scopri il sorriso e mai un lamento, sereni di essere lì ad offrire la loro sofferenza. Sono tanti i pensieri che mi assalgono, la commozione mi stringe la gola. Da questa esperienza a Lourdes mi porto via il sorriso nei volti degli malati nel momento del servizio, la loro semplicità nel ringraziare, anche se si è fatto molto poco. Mi porto via anche i momenti con il personale con il quale si é instaurato un bel rapporto.

Bilel Mira

 

Sinceramente non so la vera cosa che mi ha dato il coraggio di andare dal direttore del nostro istituto a parlargli del pellegrinaggio a Lourdes ma una cosa ve la posso assicurare: andare a Lourdes ha cambiato il mio modo di pensare e di vedere le altre persone in difficoltà, le persone che hanno bisogno di una mano. Siamo partiti da Brescia dalla stazione di Rovato il giorno di 16 di aprile scorso, quando siamo arrivati io con gli altri ragazzi del trasporto abbiamo caricati le valige e aiutato gli ammalati e le persone anziane a salire sul treno ,sul treno tutto era in ordine ciascuno aveva il suo posto. Il viaggio sul treno sembrava come se fossimo in una casa con dentro tante camere e nelle camere c'erano delle persone che non si conoscevano all'andata, insomma eravamo una famiglia sul treno: non mi sono mai sentito diverso da loro durante tutto il pellegrinaggio. Quando siamo arrivati a Lourdes ho cominciato a vivere davvero con delle persone veramente gentili e ci aiutavamo a vicenda. Portavamo gli ammalati a fare le loro preghiere, ogni volta che li portavamo mi sentivo veramente contento perché dalle facce delle persona che portavo vedevo una gioia incredibile. Ci alzavamo presto e ci davamo da fare. Sinceramente tutto è stato fatto come ce lo richiedevano.
Mi sono trovato benissimo con tutti quelli che ci sono stati, ho vissuto un amore immenso, ho visto anche delle persone che ci credevano davvero in quello che facevano. Personalmente lo consiglio a tutti quelli che avranno la possibilità di andarci perché non è che se sei lì non sei libero, non è affatto vero, quando c'è da fare quello che devi fare lo fai ma dopo sei libero, ti diverti tanto con tutti. Anzi andare a Lourdes ad aiutare le persone bisognose mi ha fatto conoscere delle persone fantastiche e abbiamo vissuto in una settimana come se ci fossimo conosciuti da anni. In quella settimana ho imparato l'umiltà dal mio direttore Sergio, che ci diceva di non chiamarlo direttore ma semplicemente Sergio e l'ho visto davvero darsi da fare ed è stato impegnato ogni volta che lo vedevo insieme a tutti quelli che c'erano e questo è una delle cose positive che dimostrano che siamo tutti uguali. Voglio dire che è stata una bellissima esperienza, sono contentissimo e lo consiglio a chiunque di andarci perché è importante, ti può cambiare la vita e il modo sbagliato in cui vedi il mondo e ti farà capire che tutte le persone sono uguali.

Diop Baye Mor

 

Essendo stata la mia prima esperienza a Lourdes, sono stato piacevolmente sorpreso dall’accoglienza degli altri pellegrini e dall’organizzazione durante tutto il pellegrinaggio: aiutare tutti gli ammalati è stata dura, ma mi ha riempito il cuore di felicità anche perché non avevo mai aiutato delle persone in quelle condizioni!!!. Probabilmente sarà un’esperienza che ripeterò in futuro. 

Lai Alessio

 

Inizio col dirvi che questa esperienza è servita molto sia a me che a tutti gli altri che l'hanno vissuta, è un’esperienza indimenticabile. Ringrazio soprattutto il nostro direttore, Sergio Caprioli, che ci ha permesso di vivere questa esperienza con tutti gli ammalati e con il resto delle persone, tra cui i pellegrini e il nostro gruppo del personale. In questo viaggio oltre a essermi divertito molto, mi sono arricchito tanto e vedere un ammalato o una persona anziana svegliarsi il mattino che ti trasmette un sorriso, per me è stata un'emozione fortissima e non me lo sarei mai immaginato che potesse essere così forte... Tutte quelle giornate passate con gli ammalati e con tutte le altre persone, compresi noi del personale, sono state molto belle, molto divertenti e ricche di emozioni. Non mi sarei mai aspettato un accoglienza così magnifica da tutte le persone che c'erano sul treno con noi: hanno saputo darmi tanto affetto, con tante emozioni. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in questo cammino e, soprattutto, Rosario per avermi aiutato molto in questa esperienza. La possibilità di andare ad aiutare delle persone che sono malate o anziane, la considero una bella cosa e consiglio a tutti di vivere questa esperienza; sicuramente l'anno prossimo la rifarò, perché è stata molto bella, perché mi ha toccato molto il cuore.

Tanghetti Mattia